Introduzione. Gli inibitori di TNF, nonostante i loro notevoli costi, hanno migliorato notevolmente i trattamenti di malattie infiammatorie croniche come morbo di Crohn, colite ulcerosa, spondiloartrite, artrite reumatoide, artrite psoriasica e psoriasi a placche. L’obiettivo dello studio NOR-SWITCH è quello di esaminare la possibilità di switchare da infliximab originator al suo più economico biosimilare CT-P13 confrontandone efficacia, sicurezza ed immunogenicità.

Materiali e metodi. Lo studio è randomizzato, di non-inferiorità, in doppio cieco e di fase 4 con 52 settimane di follow-up. I criteri di inclusione prevedono: pazienti adulti in trattamento stabile da almeno 6 mesi con infliximab orginator.

I pazienti, reclutati da un setting ospedaliero, hanno dovuto esprimere il consenso alla partecipazione allo studio e sono stati randomizzati 1:1 a continuare il proprio trattamento con originator oppure a switchare al biosimilare, senza cambiare lo schema posologico. I dati sono stati raccolti al momento dell’infusione da 40 centri norvegesi. L’assegnazione del trattamento è avvenuta in cieco sia per i pazienti che per i caregivers e per i clinici. Il peggioramento di malattia (disease worsening) nelle 52 settimane è stato definito come endpoint primario. Per permettere l’analisi di non inferiorità con un margine del 15%, assumendo un tasso di peggioramento del 30% nei due gruppi, si è stimata una casistica di almeno 394 partecipanti nell’indagine per-protocol. Lo studio è registrato in clinicaltrials.gov, con codice NCT02148640.

Risultati. Tra il 24 ottobre 2014 e l’8 luglio 2015 sono stati reclutati 482 pazienti, randomizzati 1 a 1 (241 a infliximab originator, 241 al biosimilare; un paziente è stato escluso dall’analisi completa per CT-P13), 408 sono stati inclusi nell’analisi per-protocol (202 nel gruppo infliximab originator e 206 in quello biosimilare). 155 (32%) pazienti dell’intera coorte presentavano morbo di Crohn, 93 (19%) colite ulcerosa, 91 (19%) spondiloartrite, 77 (16%) artrite ulcerosa, 30 (6%) artrite psoriasica e 35 (7%) psoriasi cronica a placche. Il peggioramento di malattia è stato registrato in 53 (26%) pazienti trattati con infliximab originator e 61 (30%) switchati a biosimilare (analisi per-protocol; differenza   di   trattamento   aggiustata: -4.4%; 95%CI: –12.7±3.9). La frequenza di eventi avversi registrati è simile nei due gruppi (eventi avversi seri: 24 (10%) originator vs 21 (9%) biosimilare; eventi avversi totali: 168 (70%) originator vs 164 (68%) biosimilare, così come la frequenza di eventi avversi che hanno portato ad una interruzione di trattamento: 9 (4%) nel gruppo trattato con l’originator e 8 (3%) nel gruppo trattato con CT-P13.

Discussione. Lo studio ha dimostrato come lo switch da infliximab orginator al suo biosimilare CT-P13 sia non inferiore ad una prosecuzione di trattamento con l’originator. Questo in riferimento ad un margine di non-inferiorità del 15%. Lo studio non è stato disegnato per mostrare un’eventuale non-inferiorità nelle singole patologie.

Finanziamenti. Lo studio è stato interamente sponsorizzato e supportato dal Ministero Norvegese della Salute.

Riferimenti: Jørgensen KK, Olsen IC, Goll GL, et al.; NOR-SWITCH study group. Switching from originator infliximab to biosimilar CT-P13 compared with maintained treatment with originator infliximab (NOR-SWITCH): a 52-week, randomised, double-blind, non-inferiority trial. Lancet. 2017;389(10086):2304-2316.