La produzione di un farmaco biologico prevede numerose e complesse fasi non necessarie per un farmaco tradizionale ottenuto per sintesi chimica. Il farmaco biologico richiede l’individuazione e lo sviluppo di una cellula ospite, la selezione di una linea cellulare, la purificazione del prodotto biologico così ottenuto e l’allestimento finale della forma farmaceutica che non condizioni la struttura complessa del principio attivo.

Partendo dal presupposto che ogni diverso produttore dello stesso farmaco biologico parte da una diversa linea cellulare e adotta procedure di sintesi diverse, è possibile che anche con la medesima sequenza amminoacidica di partenza il prodotto finale possa non essere identico.

Negli ultimi anni le agenzie regolatorie nazionali ed internazionali hanno affrontato le varie criticità in tema di biosimilari e si sono chiaramente espresse identificando una serie di documenti che il produttore deve redigere per ottenere l’autorizzazione all’immissione in commercio per un nuovo farmaco biosimilare [1].

Il farmaco biosimilare deve dimostrare in uno studio clinico sia l’efficacia che la sicurezza in maniera analoga a quanto fatto nel passato dall’originator.

Al fine di rafforzare le evidenze cliniche a supporto dell’utilizzo dei biosimilari, in SIFaCT abbiamo pensato di effettuare un confronto complessivo tra originator, biosimilare e standard of care attraverso una metanalisi a rete.

Recentemente è entrato in commercio il biosimilare del rituximab (Truxima®) che condivide le stesse indicazioni dell’originator Mabthera®.

Sono stati sviluppati 2 studi, uno per il linfoma follicolare avanzato [2] (AFL) e l’altro per l’artrite reumatoide [3].

La prima fase per ambedue queste metanalisi a rete è stata quella di effettuare una revisione completa della letteratura allo scopo di raccogliere i dati di efficacia di tutti i trial clinici dell’originator, del biosimilare e dello standard of care nella patologia di interesse. Quindi è stato scelto l’outcome da valutare (nell’AFL:  l’overall response ratio; nell’artrite reumatoide:  lo score dell’American College of Rheumatology 50% (ACR50)  dopo 24 settimane.

Tutti i dati di efficacia per i biosimilari sono generalmente presenti nell’European Public Assessment Report (EPAR) che EMA pubblica sul proprio sito internet.

La metanalisi a rete permette di classificare l’efficacia comparativa di tutti i trattamenti esaminati costruendone il relativo ranking.

Sono state quindi effettuate due metanalisi che in entrambi i casi hanno dimostrato l’efficacia del biosimilare paragonabile a quella dell’originator, anche tendendo conto dei dati storici riguardanti lo standard of care

L’ulteriore vantaggio della metanalisi a rete è l’elevata numerosità dei pazienti presi in considerazione, che comporta una maggiore attendibilità statistica dei dati di equivalenza.

I due studi pubblicati da autori SIFaCT nelle prestigiose riviste Haematologica (IF 7.70) e Therapeutic Advances in Musculoskeletal Disease (IF 2.77) hanno rafforzato a livello internazionale, da un punto di vista scientifico, la quantità di evidenze cliniche a supporto dell’utilizzo dei biosimilari.

Referenze

  1. European Medicine Agency website. Home_Human regulatory_Research and development_Scientific guidelines_Multidisciplinary_Biosimilar http://www.ema.europa.eu/ema/index.jsp?curl=pages/regulation/general/general_content_000408.jsp&mid=WC0b01ac058002958c
  2. Chiumente M, Messori A. Rituximab biosimilar in rheumatoid arthritis: an enhanced-evidence assessment to evaluate equivalence with the originator based on network meta-analysis. Ther Adv Musculoskelet Dis. 2017;9(10):271-273.
  3. Chiumente M, Mengato D, Messori A. Rituximab biosimilar evaluated by network meta-analysis. Haematologica. 2017;102(12):e497-e498.